Storia della Baviera

Storia della Baviera

La Storia della Baviera: affascinante soprattutto nel periodo romantico di cui mantiene importanti vestigia architettoniche e di importanza mondiale nei primi del ‘900

La Baviera può vantare una storia millenaria. La culla, di quella che oggi è una regione florida e splendida, è quella porzione di territorio a sud del Danubio (tra i fiumi Lech e Inn) che dopo essere stata abitata dai Celti divenne parte dell’Impero Romano (I secolo d.C.). Proprio in quel periodo vennero fondate le città di Augusta, Ratisbona e Passavia o Passau.

Sebbene i documenti storici relativi all’alto Medioevo non siano particolarmente numerosi, è certo che, quando nel V secolo d.C. l’Impero Romano crollò, la Baviera – per via anche di una politica dei legami matrimoniali – passò sotto il controllo della dinastia ducale degli Agilolfingi legata ai re della Franconia. Tassilo III, l’ultimo re degli Agilolfingi, venne sconfitto nel 788 da Carlo Magno e Ludovico il Germanico divenne Re della Baviera.

Nel 1180, con la salita al potere del duca Otto I, iniziò la lunga dinastia Wittelsbach che governò la Baviera fino al 1918.

Nel 1806, il Ducato, venne trasformato in Regno. Tra i grandi re bavaresi si ricordano:

  • Ludwig I (1825-1848): amante dell’arte, arricchì la città di Monaco di preziosi palazzi rinascimentali e neoclassici; creò ampi viali e fondò i primi musei.
  • Ludwig II (1864-1886): è il sovrano più amato di tutta la Baviera. Appassionato di arte e scienze, fu mecenate di Wagner e fondò l’Accademia delle Belle Arti ed il Politecnico di Monaco. A lui si devono i fiabeschi castelli di Neuschwanstein, Linderhof ed Herrenchiemsee. Il 12 giugno 1886, venne dichiarato pazzo e deposto.

  • Ludwig III (1913-1918): è l’ultimo re bavarese e governò fino alla rivoluzione di novembre (1918) quando s’instaurò la brevissima Repubblica comunista. A lui si deve lo sviluppo economico della Baviera.

Dagli anni ’20 la Baviera, come il resto della Germania, conobbe l’ascesa di Hitler (che proprio a Monaco pose le basi per la costituzione del suo partito). La Baviera divenne una delle grandi roccaforte del nazismo: se le più grandi città fecero da sfondo alle grandiose parate del Partito, il piccolo centro di Dachau ospitò il primo campo di concentramento.

Terminata la guerra, la Baviera, si ritrovò ridotta ad un cumulo di macerie. Ciò nonostante, negli anni ’50 e ’60 riuscì a trasformarsi in uno straordinario distretto industriale (qui si svilupparono industrie come BMW, Audi, Adidas, Puma, Siemens…). Artefice del “miracolo economico” fu anche il primo ministro bavarese Franz-Joseph Strauß.

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